La super sfida dell’Olimpico tra la Roma e il Milan finisce con un deludente 0 a 0 che non fa felice nessuno.
Ci prova di più il Milan che con la sua qualità in mezzo al campo domina la partita creando però poche occasioni da rete.
La Roma appare stanca e dopo i primi veementi minuti all’arrembaggio si ritira nella propria area di rigore pensando a non prenderle.
Solo l’ingresso di Luca Toni nel secondo tempo aiuta la squadra giallorossa a salire un po’ ma è orami troppo tardi.
Senza Pato infortunato ma recuperabile per il match di Manchester, la squadra rossonera perde velocità e imprevedibilità; Borriello e Huntelaar davanti combinano poco e sono imprecisi. Il solo Ronaldinho questa volta non basta.
Non ne approfitta l’Inter che contro un buon Genoa ordinato, non va oltre uno 0 a 0 noiosissimo.
Bene per la suspance del torneo che rimane aperto. I pochi gol nei big match però fanno riflettere: la scarsa spettacolarità penalizza gli spettatori.
Il confronto con altri campionati come la Liga o la Premier in cui ci sono gol a grappoli, rischia di non reggere e rende la serie A meno appetibile anche per le televisioni internazionali e per il mercato estero.
Più charme significa poi sfruttare il merchandising che di fatto, è una risorsa economica fondamentale al fine di assicurare entrate commerciali imprescindibili per le casse delle squadre; il campionato non deve perdere fascino.
Osare a volte significa regalare gol e divertimento; la paura di sbagliare blocca le partite che diventano inguardabili e mettono la sonnolenza a uno spettatore che oggi ha il telecomando in mano e con un semplice click può stroncare il calcio italiano.